Le (nuove) luci di Vercelli

Ero alla ricerca di un nuovo progetto fotografico.
Le (nuove) luci di Vercelli hanno trovato me.

Ho sempre amato fotografare in città di notte. La notte avvicina gli ambienti urbani a quello che per me rappresenta passare del tempo in natura: il tempo rallenta, le persone si diradano, il caos si placa. Di notte è possibile fotografare la città passando inosservati, nascondendosi tra le ombre senza disturbare e senza essere disturbati.

La luce artificiale in città ha liberato l’uomo dalla paura di frequentare la notte. Prima le lampade a gas a inizio Ottocento, poi l’arrivo dell’elettricità e della lampadina a incandescenza di Edison, i neon. Le città di notte si tingevano di tutti i toni dell’arancio e la notte divenne tanto luminosa da oscurare le stelle.

Dieci anni fa in Europa il 15% di tutto il consumo energetico era per l’illuminazione pubblica. C’era, e c’è, bisogno di consumare e spendere meno, era necessario affidarsi a fonti luminose più efficienti: questi ultimi sono stati gli anni della conversione all’illuminazione a LED.

E così è successo anche nella mia città, a Vercelli.

La qualità della luce prodotta dai LED è incredibilmente diversa da quella delle vecchie lampade ad incandescenza, più fredda, più solare e tagliente, più concentrata e focalizzata.

Con i LED sembra che sia giorno, ma con il buio intorno.

Notte dopo notte intere strade di Vercelli stanno cambiando colore e atmosfera, perdendo l’arancio diffuso e acquisendo un azzurro tagliente.

Ed ecco che il progetto ha trovato me, come sempre capita: raccontare questa transizione tra le vecchie e le nuove luci della mia città.