Alla scoperta del Canale Cavour

Un’incredibile opera di ingegneria idraulica, 85 chilometri di canale costruito tra il 1863 e il 1866 da oltre 14.000 persone a forza di braccia e badile.

Ottantacinque chilometri di percorso da Chivasso a Galliate, oltre cento ponti, duecentodieci sifoni e 62 ponti-canale. Il Canale Cavour non è solo la più grande opera di ingegneria idraulica mai compiuta in Italia, ma la prima del Regno d’Italia Unito: un monumento del Risorgimento Italiano. Venne realizzato in soli trentatré mesi da una manodopera di quattordicimila operai tra il giugno del 1863 all’aprile del 1866. In quegli anni sul cantiere del Canale Cavour si moriva, ci si sposava, le famiglie del territorio organizzavano gite per ammirare l’imponenza dell’opera in costruzione. L’eco di quello sforzo immane si è tramandato tra le generazioni: “Tutto di braccia e badile” si dice ancora oggi stupefatti.

Dal 2014 percorro a piedi le alzaie del Cavour ed il territorio circostante per raccontare attraverso la fotografia un’opera che appartiene alla storia d’Italia, troppo spesso ignorata o percepita solo con la coda dell’occhio scavalcando il canale su uno dei tanti ponti stradali che lo attraversano. Oltre e intorno quell’immenso percorso d’acqua c’è molto più di quando si possa credere, man mano che lo si percorre si inizia a comprendere l’incredibile razionalità ed eleganza del progetto: nulla è lasciato al caso. Ponti, chiuse, scaricatori, ponti-canale e le tombe-sifone, tutti svolgono alla perfezione e con intelligenza il compito che è stato affidato loro: guidare, gestire e portare l’acqua. Per ottantacinque chilometri.

E’ l’eredità del duro lavoro di 14.000 persone, della visione di Francesco Rossi e dell’intelligenza politica di Camillo Benso Conte di Cavour.

E’ la spina dorsale dell’identità di un territorio.

E’ la prima grande opera di un popolo nuovamente unito.