Quando acquistiamo una macchina fotografica facciamo tutta una serie di scelte sulla base delle nostre esigenze specifiche: tutti però vorremmo poterla sfruttare al meglio e al massimo delle sue possibilità.

Se fotografate in RAW e amate sviluppare in vostri scatti, uno dei fattori fondamentali che influiscono in questo processo sono i profili colore, ovvero quella serie di informazioni che permettono al software di interpretare i dati del sensore che andranno a comporre i colori delle vostre immagini.

Color science e color correction

Ogni sensore vede la realtà in modo leggermente diverso. La fase vera e proprio di “color science” rappresenta l’interpretazione dei colori percepiti dal sensore e portarli il più vicino possibile alla realtà. In questo senso se i profili venissero fatti in modo corretto, macchine fotografiche diverse sarebbero praticamente indistinguibili nella resa cromatica.

La “color correction” invece applica, o nel profilo colore o in altri strumenti come le LUT, una correzione di gusto, una trasformazione estetica dei colori: ogni produttore crea una color correction specifica, così avremo che le Canon risultano più virate verso i toni caldi, Nikon vira verso gli azzurri, le prime Sony tendevano al verde. Sono scelte di mercato fatte sulle base della brand identity di ciascun marchio e delle preferenze dei propri clienti: la caratterizzazione cromatica diventa motivazione di acquisto e di fedeltà al marchio dei clienti.

Nelle applicazioni di sviluppo, come Camera RAW / Lightroom di Adobe, oltre ai profili colore delle diverse case, sono presenti i profili colore del produttore del software. Anche in questo caso per macchine fotografiche uscite in momenti diversi, vengono spesso adottate tecnologie e metodologie diverse. Risultato: pur applicando sempre il profilo “Adobe Colore”, stiamo in realtà utilizzando tanti profili quante sono le macchine fotografiche, in alcuni casi con ottime rese, in altri addirittura pessime e mai tali che la resa tra due macchine fotografiche diverse sia la stessa.

Cobalt Image

E’ possibile superare questa empasse a “spremere” la capacità della propria macchina fotografica al massimo, sia per fedeltà alla realtà dei colori che per capacità di resa cromatica, tonalità e sfumature? E’ possibile avere una stessa piattaforma di profili che permetta di ottenere gli stessi risultati su due o più macchine fotografiche diverse senza diventare matti?

E’ il lavoro che sta portando avanti da oltre cinque anni Enrico Scaramelli. Il suo è stato un lavoro in costante crescita, fatto di continui raffinamenti sulla metodologia e la tecnologia di creazione dei suoi profili colore condivisi sul forum di JuzaPhoto: i primi passi con i suoi profili Raamiel (dal suo nickname), poi la svolta tecnologica della prima serie Cobalt, tutti condivisi gratuitamente con i tanti utenti che lo seguivano.

La maturità arriva con la seconda versione dei profili Cobalt che si “fumano” letteralmente i profili di Adobe in termini di prestazioni, soprattutto sulla resa delle tinte estreme, e la loro commercializzazione.

Di seguito alcune comparazione tra Adobe Colori e Cobalt Neutral, per apprezzare le sottili ma sostanziali differenze. La post produzione è identica per entrambe le versioni, salvo il profilo colore.

I profili di base

Cobalt RePro

E’ il profilo più potente della serie e restituisce un’immagine così come viene vista dalla macchina fotografica. E’ un profilo lineare, questo significa che la foto risulterà piatta, a basso contrasto e bassa saturazione, e sottoesposta di circa uno stop. L’assenza di una curva di contrasto nel Repro fa si che il rumore, la grana, non venga amplificata e che la progressione verso le alte luci sia estremamente dolce. E’ il profilo che vi restituisce la maggiore gamma dinamica e il maggior spazio di intervento in postproduzione. Per queste sue caratteristiche però è anche il profilo che richiede più lavoro.

Cobalt Flat

Il profilo Flat è a basso contrasto e a bassa saturazione, per cui il rumore risulta sempre contenuto e la risposta sulle alte luci continua ad essere molto morbida. E’ probabilmente il profilo Cobalt che preferisco, quello che al mio occhio restituisce i risultati più naturali e vicini alla realtà, con grandi margini di intervento i postproduzione.

Cobal Neutral

Il Natural è il primo profilo colore in cui Enrico introduce lo stesso tipo di curva di contrasto dei profili di Adobe. Rispetto al RePro e al Flat, con il Natural ci sono forti possibilità che otteniate molto rapidamente un’esposizione corretta. Abbiamo già visto molti esempi del Cobalt Neutral all’inizio del post.

Cobalt Standard

Lo Standard ha caratteristiche del tutto simili al Neutral, ma introduce una specifica correzione colore per la resa degli incarnati. Enrico ha ottenuto questa correzione utilizzando diverse decine di campioni dei vari tipi di incarnato per ottenere una riproduzione che sia la più possibile vicina alla realtà.

Cobalt Modular

E’ il profilo colore, simile a Natural e Standard, su cui Cobalt appoggia la costruzione dei suoi pacchetti di profili modulari. Ma approfondirò il capitolo dei profili modulari e delle emulazioni in un post successivo.

Perché scegliere i profili Cobalt?

I profili Cobalt sono disponibili per la piattaforma Adobe, quindi Lightroom CC, Lightroom Classic e Camera Raw, e per Capture One di Phase One. I profili DCP di Adobe possono essere utilizzati in svariati altri software di sviluppo raw, come Luminar di Skylum e Photo Raw di ON1.

I motivi per usare i profili Cobalt sono semplici:

  • una piattaforma di profili colore costantemente mantenuta aggiornata su tutte le macchine fotografiche e le nuove uscite;
  • ottenere il massimo in termini di gamma dinamica, gamma tonale dalla propria macchina fotografica;
  • grande fedeltà e realismo dei colori restituiti;
  • uniformare gli scatti di due o più macchine fotografiche anche di brand diverso;
  • profili modulari che permettono l’emulazione di altre macchine fotografiche e pellicole (che approfondiremo in un post successivo);
  • risparmiare tempo (tanto tempo) di post-produzione.

Io seguo Enrico da anni, ho utilizzato i suoi primissimi profili Raamiel fino ad acquistare i Cobalt: il tempo risparmiato nel lavorare le foto e i risultati ottenuti a mio avviso non hanno prezzo.

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